Passione Gourmet Locanda delle Grazie, Chef F. Aldighieri, Curtatone - Passione Gourmet

Locanda delle Grazie

Trattoria
Via San Pio X 2, Grazie di Curtatone (MN)
Chef Fernando Aldighieri
Recensito da Filippo Boccioletti

Valutazione

Pregi

  • Tradizione con la T maiuscola.
  • La qualità delle materie prime.
  • Rapporto qualità/prezzo.

Difetti

  • Mancanza di un sito internet.
  • Alcuni dettagli della mise en place.
Visitato il 10-2018

Locanda della Grazie: la storia di un territorio attraverso la cucina

La visita alla Locanda delle Grazie è una tappa obbligatoria per gli amanti della cultura culinaria.

Siamo a Curtatone, un comune sul Mincio nel cuore dell’omonimo parco, facente parte dell’antico Serraglio che i Gonzaga utilizzavano per difendere Mantova. Oltreché un’appagante sosta per il palato, un pranzo alla Locanda rappresenta un’esperienza didattica, utile a comprendere l’influenza dell’antica famiglia nobiliare su queste terre. L’esperienza si snoda attraverso la cucina dello chef Fernando Aldighieri e l’accorato servizio della signora Daniela Bellintani, l’ostessa, che dissipa le nostre perplessità sul branzino, spiegandoci che qui si è soliti consumare pesce di mare a ricordo dell’opulenza dei banchetti del Ducato. Così come la presenza dei crauti, in accompagnamento al cotechino, è da attribuirsi agli Asburgo legati da vincoli matrimoniali ai Gonzaga, mentre le spezie -anzi  droghe, come ci ha corretto l’ostessa, che profumano il riso alla pilota- vengono dai traffici commerciali con la Repubblica di Venezia, che forniva anche i pesci sopra menzionati.

Se a questa ammirevole funzione didattica uniamo un’esecuzione a regola d’arte, alcuni particolari passano in secondo piano, e il giudizio sulla Locanda delle Grazie non può che essere lusinghiero. Possiamo anzi affermare che luoghi come questo, veri e propri ambasciatori del territorio, andrebbero preservati e valorizzati come un bene prezioso e in via d’estinzione.

Un genuino assaggio di Mantova

Il cesto dei pani fatti in casa, già presente al tavolo al nostro arrivo, è il preludio al mantovano Antipasto della Luciana: salumi, tra cui spicca il salame, Grana Padano 30 mesi (Mantova è l’unica provincia, assieme a Bologna, in cui vengono prodotti sia Grana che Parmigiano), mostarda, giardiniera fatta in casa, stufato di cotiche e fagioli, polenta in due versioni, cotechino e crauti. A parte vanno menzionati il Luccio verde, per il godurioso contrasto tra la grassezza del pesce di fiume e la salsa a base di acciughe capperi e prezzemolo, e la barocca Insalata dei Gonzaga, ispirata alla ricetta originale del XVII secolo di Bartolomeo Stefani -cuoco di corte- con pinoli, uvetta e aceto balsamico.

Delle Tagliatelle all’anitra spolpata abbiamo apprezzato la consistenza della carne, dei Tortelli di zucca la suadente e calibrata dolcezza e, del Risotto alla pilota condito con un trito di maiale, il misto di “droghe” (cannella, chiodo di garofano e anice stellato tra le altre). Le porzioni, davvero generose, hanno consentito solamente un assaggio di Stracotto di somarina e Baccalà alla mantovana, prima di chiudere con i dessert ad elevato tasso zuccherino. Un Budino di cioccolato e una Torta di mele, entrambi bagnati di zabaione, e infine il caffè, con l’immancabile Sbrisolona.

Ragionata la carta dei vini, incentrata sulle proposte naturali, con alcune bottiglie interessanti anche fuori territorio.

La galleria fotografica:


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