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L’altra faccia di Gianfranco Soldera

di Orazio Vagnozzi

Sei grandi formati di “Case Basse” dell’annata 2010 battuti in asta per 290 mila Euro e devoluti in beneficienza

Il 3 aprile scorso, nel salone destinato agli eventi del Ristorante di Carlo Cracco in Galleria a Milano, sei bottiglie di grande formato del “Case Basse” 2010 di Gianfranco Soldera sono state battute a un’asta di beneficenza per un totale di 290 mila Euro. In un evento gemello simili grandi formati della stessa annata erano recentemente stati battuti, sempre a scopo benefico, all’Harry’s Bar di Londra per circa 240 mila Euro.

Gianfranco Soldera era un personaggio controverso, osteggiato. Pioniere della viticoltura e del vino naturale, pilastro della sua filosofia produttiva, era un uomo diretto, che non solo diceva ciò che pensava senza preoccuparsi delle reazioni sbigottite degli altri, ma che affermava le sue idee con la testardaggine di chi non si fa intimorire da niente e da nessuno. Era un produttore ammirato eppure, spesso, guardato con occhi ostili, proprio per questa sua assenza di mezzi termini. Niente veniva coperto, mascherato o ingentilito; nessuna pillola indorata e nessuna edulcorazione: Soldera era schietto, a tratti rude e tanto, tanto testardo.

Fu proprio questa testardaggine a rendere possibile la ripresa, dopo quel brutto atto vandalico avvenuto nel 2012 che portò alla distruzione di 10 botti nella sua cantina, con la perdita di oltre 600 ettolitri di vino destinati a diventare il mitico “Case Basse”. E fu frutto del suo temperamento combattivo anche la decisione presa nel 2013 di uscire dal Consorzio del Brunello di Montalcino, tanto che dal 2006 le bottiglie di “Case Basse” vennero identificate come Toscana Sangiovese – 100% –  IGT e non più come Brunello di Montalcino DOCG. L’annata 2010 andò quasi interamente persa, lasciando indenni solamente 450 litri circa. Da lì, una decisione che va tutt’oggi a ribaltare completamente il tratto scontroso con cui era spesso dipinto e che, forse, si avvicina di più alla definizione di un uomo burbero, ma generoso. A fronte di un evento catastrofico come la perdita di quella quantità incredibile di vino, Gianfranco Soldera e la sua famiglia risposero con un gesto coraggioso e inaspettato: l’annata del “Case Basse” 2010 – grandissima annata a Montalcino – avrebbe visto la luce sul mercato solo attraverso i grandi formati, destinata interamente alla beneficenza.

E così, oggi si assiste all’ossimoro di un viticoltore duro e di un uomo attento, di un atto deprecabile e di un gesto eccezionalmente altruista. Tutto questo è racchiuso in un evento che ha del commovente, specialmente perché diventa un’occasione di commemorazione di questo grande vignaiolo, che ci ha lasciati il 18 febbraio 2019. È stata la famiglia di Gianfranco – rappresentata nell’occasione da sua figlia Monica – a decidere di proseguire questa iniziativa, voluta fortemente dallo stesso produttore fin dall’inizio della sua progettazione.

L’asta dei grandi formati di “Case Basse” 2010 è stata organizzata dal Professor Francesco Montorsi dell’Ospedale San Raffaele di Milano, con la partecipazione di generosi appassionati e di personaggi dello spettacolo. L’intero ricavato della serata – comprensivo di vendita dei vini e di conto versato per la cena – è stato devoluto in beneficenza, a sostegno della ricerca scientifica svolta dall’Unità Operativa di Urologia del San Raffaele di Milano. Nulla della serata è stato lasciato al caso, con l’eccellenza di una cena firmata e con la professionalità di Pandolfini Casa D’Aste.

Il Brunello di Montalcino “Case Basse” di Soldera è un vino che si è fatto conoscere in ogni parte del globo non solo per l’iconica immagine del delfino che campeggia in etichetta – simbolo sacro al dio Dioniso – ma anche e soprattutto per quel profilo olfattivo e gustativo capace di farsi notare e ricordare. Ricorrono al naso note di frutti rossi e di fiori come la rosa, nonchè di spezie dolci per un vino che in bocca si esprime nelle varie annate con una struttura solida e ben presente, gemellata a una grande finezza di tannini e a una straordinaria forza aromatica.


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