Passione Gourmet Verticale di Monfortino dal 1945 al 2002 - Passione Gourmet

Verticale di Monfortino dal 1945 al 2002

di Orazio Vagnozzi

Dieci grandi annate a confronto

Ho tenuto troppo tempo nel cassetto questa degustazione fatta un paio di anni fa. L’invito era uno di quelli a cui non si poteva dir di no.

L’evento si svolge a Roma, a casa dell’amico Giorgio, dove ci attende una verticale del Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno con ospite d’onore proprio Roberto Conterno, proprietario nonché enologo dell’azienda. E così, con l’amico Mario si va a Roma. A me viene affidato il compito di procurare le annate più vecchie.

Le dieci annate in degustazione sono le seguenti:  1945, 1958, 1961, 1974, 1978, 1988, 1997, 1999, 2001 e 2002. Tutte le bottiglie sono perfette, con l’eccezione dell’annata 1945 che ha un colore ambrato, tendente all’aranciato, e un’ evidente ossidazione.

L’idea è quella di degustare i vini durante una cena a base di piatti appositamente studiati per l’occasione dalla padrona di casa, che si rivela una cuoca sopraffina. Dopo un confronto fra i presenti, si decide di procedere in sequenza di degustazione dal vino più giovane a quello più vecchio.

A questo punto, due parole introduttive su questo grande vino sono più che doverose. Il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno è senza alcun dubbio uno dei vini italiani più conosciuti al mondo. Precedentemente era venduto in damigiana e, come ci racconta Roberto Conterno, il nome “Monfortino” compare per la prima volta su una bottiglia dell’azienda Giacomo Conterno in un “Barolo Extra” del 1924. Tale nome era stato pensato per sottolineare il comune di residenza della cantina, Monforte d’Alba, nel quale veniva anche acquistata la gran parte delle uve utilizzate per produrlo. Il desiderio di Giacomo Conterno era quella di creare un grandissimo vino, che fin dalla sua nascita fosse prodotto solo nelle annate migliori. Con l’annata 1978 si verifica un importante cambiamento: limitare la provenienza delle uve destinate al Monfortino a un unico vigneto – il vigneto Francia – esteso su una superficie di 14 ettari a matrice calcarea, posizionati nella parte più meridionale di Serralunga d’Alba. Solo le parcelle più vocate di questa vigna, acquistata dalla famiglia Conterno nel 1974, sono impiegate per il Monfortino e soltanto nelle annate eccellenti. Le rimanenti uve nebbiolo del vigneto vengono utilizzate per vinificare il secondo vino dell’azienda, il Barolo Cascina Francia.

Prima di addentrarci nelle note di degustazione dei vini nella declinazione delle varie annate, va fatta una premessa stilistica: i vini provenienti dal terreno calcareo del vigneto Francia – quelli dall’annata 1978 in poi, per intendersi – mostrano alcuni tratti comuni piuttosto evidenti. Al naso si percepisce una nota balsamica che va dal sentore di aghi di pino alla menta, spesso presenti entrambe. In bocca, poi, si avverte un tannino particolarmente fine insieme all’ acidità appuntita che tende a dare una sensazione di verticalità, rendendo i vini tesi e vibranti. Nelle annate precedenti prevalgono, al naso, note di iodio e grafite, mentre in bocca – in alcune annate come la ‘58 e la ’61 – si avverte una notevole sensazione di volume, nonostante l’età. Insomma, è evidente che il vigneto Francia e l’attenta selezione delle parcelle che vengono vinificate per realizzare il Monfortino marchino in modo significativo questo maestoso vino.

Monfortino 2002

Naso ampio, piacevole, con note balsamiche di aghi di pino e sentori di frutta matura. Attacco morbido, tannino fitto e setoso. Persistente, con finale lungo. È un vino preciso ed equilibrato, scolpito in un’ eccezionale bevibilità. Per me bere grandi 2002 – che purtroppo hanno una cattiva fama, spesso immeritata – non è più una sorpresa, ma una conferma. Vinone. Punteggio 97

Monfortino 2001

Naso complesso ed estremamente gradevole, caratterizzato da note mentolate, sentori di cioccolato e frutta matura. Attacco morbido e dolce, sostenuto da un’acidità pungente che rende il sorso teso, vibrante e persistente. Tannino dolce, fitto e setoso. Finale lungo e in crescendo. Vino corposo, ma che lascia una meravigliosa sensazione di eleganza, setosità e supplasse. Un’esperienza per il palato e per la mente: entusiasmante! È la mia terza volta col 2001 e mi trovo a riconfermarne l’assoluta eccellenza. Punteggio 100.

Monfortino 1999

Naso complesso, anche se all’inizio non molto espressivo. Inizialmente è un po’ chiuso e si esprime delicatamente con un tipico naso di sottobosco, aghi di pino, menta e fiori appassiti. Al palato si presenta con una certa potenza. Dapprima è austero, ma col passare dei minuti sfuma su una sempre maggiore morbidezza e piacevolezza, sulle quali si inserisce un tannino dolce e setoso. È il vino della serata, quello che si è evoluto di più – e in meglio – nel bicchiere. Di buon volume: credo che si tratti di un vino che ha ancora molto da dire e che ci dovrebbe riservare eccellenti sorprese nei prossimi anni.  Almeno lo spero, visto il numero di bottiglie dell’annata che ho in cantina! Gran bere. Punteggio 95 (oggi)

Monfortino 1997

Limpido come gli altri, ma di un colore leggermente più chiaro. Profilo olfattivo ampio con note balsamiche, cacao, frutta matura e alcol. Attacco morbido e forse un po’ caldo, con un tannino dolce ma non setoso come nelle annate più giovani degustate in precedenza. L’acidità è presente, ma non perfettamente integrata. Ha buon volume e buona persistenza. Un vino con palato molto ampio, charmant, morbido e piacevole, che forse manca un po’ di precisione. Ad ogni modo, un vino piacevole.  Punteggio 93

Monfortino 1988

È leggermente più scuro degli altri. Il naso è intenso, caratterizzato da una leggera volatile, con note di sottobosco, funghi porcini, cuoio e caffè. Attacco morbido, tannino dolce ma un po’ ruvido. Bella freschezza. Media persistenza su un finale gradevole benchè meno dinamico dei precedenti. Forse siamo in una fase discendente… Si tratta comunque di un ottimo Barolo, di cui si nota qualche difetto solo perché è al cospetto di un gruppo di giganti. Comunque, un gran bel vino. Punteggio 91

Monfortino 1978

Come già detto, è il primo vino fatto con le uve del vigneto Francia acquistato nel 1974. Il naso è complesso,  intenso e gradevole, caratterizzato immancabilmente dalle note di pino e menta, sottobosco e frutta matura. Attacco morbido e dolce sostenuto da una bella acidità, finemente appuntita. Il tannino è dolce, fitto e setoso. Palato persistente e finale lungo, protratto in un entusiasmante crescendo. Vino che ha una leggerezza di beva data dal perfetto equilibrio. Straordinario, nella sua verticalità precisa dotata di grande supplasse. Punteggio 99

Monfortino 1974

Il profilo olfattivo è diverso da quello dei vini ottenuti con la selezione delle uve dal vigneto Francia. Al naso si avvertono note iodate e di grafite, con sentori agrumati e di albicocca appassita. L’attacco è morbido ma al contempo è sostenuto da una grande acidità. Sicuramente è il vino con la maggiore sensazione di freschezza. Preciso, verticale e persistente. Finale lungo, dal retrogusto agrumato. Magari è meno voluminoso di altri vini della serata, ma si tratta di un vino estremamente gradevole che non mostra per niente la sua età.  Un’esperienza. Punteggio 94

Monfortino 1961

Profilo olfattivo simile a quello della 1974. Al naso mostra un ventaglio dipinto nei toni di grafite, pietra bagnata, rabarbaro e fiori appassiti. L’attacco è morbido e dolce. In bocca il vino ha un bel volume, contornato da tannini fitti e setosi. Sembra non esserci traccia di invecchiamento alcuno: è ancora un giovanotto! Lungo in bocca, con finale protratto in un dinamico crescendo. Anche in questo caso si fa ricordare nel riverbero del suo retrogusto agrumato. Monumentale. Punteggio 98

Monfortino 1958

Il vino si presenta con una limpidezza spiazzante. Il naso si compone nelle note iodate, di grafite e sottobosco, di fiori appassiti e frutta rossa sotto spirito. Attacco morbido, dolce e preciso. Bella persistenza con finale in crescendo. Tannini finissimi e setosi. Il retrogusto è intrigante, dosato su inaspettate note chinate. E’ la migliore bottiglia di Monfortino ‘58 mai bevuta. Esperienza palatale sublime. Sarà che è mio coetaneo, ma per me, anche se è il secondo voto, questo è il vino della serata! Punteggio 99

Monfortino 1945

Il  vino ha il colore del brandy: si è spogliato delle sue rosse tinte varietali e, oggi, ha un’evidente ossidazione, pur rimanendo ancora bevibile. Tutti abbiamo finito il bicchiere. Mi rimarrà impressa l’emozione di Roberto Conterno nell’aprire  questa bottiglia. Davvero emozionante.  Punteggio SV.

 


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