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Prieuré Roch e Domaine d’Auvenay

di Orazio Vagnozzi

Due miti della Borgogna

Il Domaine Dauvenay, dove Lalou Bize-Leroy produce tra i più grandi bianchi che si possano immaginare, e il Domaine Prieuré Roch, dove Henry-Frédéric Roch – figlio della sorella di Lalou, Pauline – produceva straordinari vini rossi prima della sua recente scomparsa nel novembre 2018: due miti della Borgogna, due icone dell’agricoltura biodinamica, una famiglia legata da trame labirintiche e vicende baciate dalla buona stella vinicola. Un unico fil rouge: l’eccellenza enologica.

Si è pensato di mettere assieme, in degustazione, due vini provenienti da questi due Domaine, l’Auxey-Duresses Les Clous 2004 del Domaine Dauveney e il  Chambertin-Clos de Bèze 2006 del Domaine Prieuré Roch, per poterne raccontare quella sottile linea che tesse una tela fatta di somiglianze e di diversità.

Forte è la suggestione provocata dalla biografia incrociata dei due produttori. Henry-Frédéric era probabilmente destinato alla successione di Aubert De Villaine nella gestione del Domaine de la Romanée-Conti, assumendo il ruolo che, fino al 1992, era stato svolto proprio dalla zia Lalou.

Il piccolo Domaine d’Auvenay si trova a St. Romain, poco distante da Auxey, ed è interamente di proprietà di Madame Leroy, che, per la cronaca, è anche proprietaria del Domaine Leroy.  Dal 1989 tutti i vigneti sono coltivati secondo un tipo di agricoltura biodinamica. Il Domaine produce due rossi – i due Grand Cru Bonnes-Mares e Mazis-Chambertin – ed una serie di nove bianchi: i due Grand Cru Chevalier-Montrachet e Criots-Bâtard-Montrachet, i due Primer Cru  Puligny Les Folatières  e Meursault Les Gouttes d’Or, i village Puligny-Montrachet en La Richarde, Meursault Les Narvaux e Auxey-Duresses Les Clous, per finire con l’Aligoté Sous Chatelet.

Indipendentemente dal blasone della loro classificazione, i vini bianchi del Domaine d’Auvenay sono unanimemente considerati tra i migliori vini bianchi della terra.

Domaine d’Auvenay – Auxey-Duresses Les Clous 2004

Sembra più un Corton-Charlemagne che un village. Il naso è intenso, con note di ananas, limone e spezie. In bocca il vino è grasso, maturo e dolce con un sorso che ricorda il gusto dei frutti esotici. L’acidità e la salinità danno forma e grip al finale. Annichilisce tutti gli altri vini dell’appellazione Auxey-Duresses, tanto che si fa fatica a confrontarlo con gli altri vini dell’annata.

Il Domaine Prieuré Roch è basato a Prémeaux e si compone di un totale di 14 ettari vitati, dei quali 12 collocati nella Côte de Nuits, con principale concentrazione delle parcelle nell’appellazione di Nuits-Saint-Georges. Henry-Frédéric Roch lo inaugura nel 1988 con l’ambizione di produrre la più pura e naturale espressione del Pinot Nero di Borgogna. La conduzione della vigna e quella della cantina rispettano tutt’oggi i metodi biologici, relegando l’intervento umano ai minimi termini e lasciando alla natura il vero lavoro in vigna.

Gli ettari di proprietà dell’azienda sono dislocati in aree straordinariamente vocate, riconosciute come zone di particolare pregio. Nel comune di Gevrey-Chambertin il Domaine possiede circa un ettaro del cru più antico della Borgogna, il “Chambertin-Clos de Bèze”, mentre a Vougeot è uno dei 24 proprietari del Grand Cru “Clos de Vougeot”.  Nei dintorni di Vosne-Romanée detiene la proprietà delle parcelle “Les Suchots” -Premier Cru,  “Les Hautes-Maizières”, “Le Pré la Folie” e “La Colombière” – da cui ottiene dei vini “Village” – e la vigna “La Goillotte”, della quale ha il monopolio. Infine, vicino a Nuits-Saint-Georges, il Domaine è il solo proprietario degli oltre 5 ettari del Premier Cru “Clos des Corvées”.

L’ettaro di Chambertin-Clos de Bèze è coltivato in regime biologico con viti per lo più novantenni dalle quali si ricava una resa fra le più basse della regione – 30 ettolitri per ettaro – per estrarre da ciascuna pianta il meglio che possa produrre. La vinificazione asseconda il più puro stile borgognone: batonnage biquotidiano e utilizzo di pieces da 228 litri in legno di rovere.

Lo stile dei vini del Domaine Prieuré Roch è sensuale e quello che più colpisce è l’intensità aromatica che sanno sprigionare.

Domaine Prieuré Roch – Grand Cru Chambertin-Clos de Bèze 2006

Colore rosso rubino tenue. Il naso è intenso nelle note di lamponi, fragoline, rosa e spezie dolci come la noce moscata e il chiodo di garofano. L’attacco è morbido, controbilanciato da un’acidità capace di conferire uno spiccato tratto di freschezza.  Il tannino è ancora sensibile, ma di grana finissima. Porta in sé i segni della grande vigna e l’eleganza setosa dell’annata 2006. Finale persistente con retrogusto di liquirizia. Al naso ricorda i vini del Domaine de la Romanée-Conti: gran vino.

 

 


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1 Commento.

  • silvia18 Maggio 2019

    Mai assaggiati. Devo farlo quanto prima! ;-)

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